domenica 13 marzo 2011

PIANO PER IL SUD: VOLANO DI SVILUPPO, LAVORO, ISTRUZIONE E FORMAZIONE…. O ENNESIMA OCCASIONE PERDUTA?

Il Consiglio dei Ministri del 26 novembre scorso ha varato il Piano nazionale per il Sud, del valore complessivo di 100 miliardi di euro.

Il Piano rappresenta un atto di impegno politico e di indirizzo strategico avente come scopo la riduzione del divario territoriale.
Ai buoni propositi del Governo nazionale di rilanciare concretamente le regioni del Mezzogiorno – dichiara Messina – chiediamo un’azione forte di effettivo avvio della fase operativa.
L’introduzione del potere sostitutivo nel caso di impegni assunti dai diversi livelli istituzionali coinvolti e non mantenuti, previene l’immobilismo di certi territori.
Il Piano per il Sud prevede infatti la nomina di commissari straordinari nel caso in cui gli interventi non abbiano tempi certi.
E’ bene ricordare che il Piano era stato inserito nel nuovo programma di governo su cui era stata data la fiducia dal Parlamento lo scorso mese di settembre E che il Presidente del Consiglio dei Ministri aveva dichiarato: "Il sud ha bisogno di regole, di rispetto delle regole e di un'adeguata dotazione di infrastrutture materiali e immateriali. Il piano per il sud dovrà rispondere parallelamente a queste fondamentali esigenze".
Il Piano contiene un numero limitato di priorità sulla cui attuazione dovrà confluire l’impegno e lo sforzo di tutte le Amministrazioni responsabili e competenti, ai diversi livelli istituzionali, per la realizzazione degli interventi necessari. Speriamo che non si riveli l'ennesima occasione di rilancio perduta!
Nel Piano trovano posto anche le proposte avanzate dalle parti sociali in materia di crescita ed occupazione nel Mezzogiorno.
Sono 8 priorità raggruppate in tre obiettivi strategici i temi, già indicati nel Programma nazionale di riforma, approvato dal Consiglio dei Ministri del 5 novembre scorso, e annunciati nel discorso del Presidente del Consiglio al Parlamento in sede di discussione sul voto di fiducia al Governo il 29 settembre scorso:

• infrastrutture, ambiente e beni pubblici;

• competenze ed istruzione;

• innovazione, ricerca e competitività.

A queste si aggiungono cinque ulteriori Priorità strategiche di carattere orizzontale, da attuare rapidamente per creare nel Mezzogiorno un ambiente favorevole e pre-condizioni adeguate al pieno dispiegamento delle sue potenzialità di sviluppo: sicurezza e legalità; certezza dei diritti e delle regole; pubblica amministrazione più trasparente ed efficiente; Banca del Mezzogiorno; sostegno mirato e veloce per le imprese, il lavoro e l’agricoltura.
E’ in corso l’iter che ha previsto l’acquisizione del parere della Conferenza unificata, della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale e delle Commissioni parlamentari di merito.
Il ministro dei Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, che recentemente ha incontrato a Palermo il Governo regionale, ha dettato la tabella di marcia: discussione con la commissione europea, riprogrammazione delle risorse, chiusura del confronto con le regioni per la sottoscrizione dei “contratti istituzionali di sviluppo” e infine l'approvazione delle delibere Cipe.

Auspichiamo - conclude Messina - un iter istituzionale celere che possa sbloccare i fondi, attraverso i contratti istituzionali di sviluppo, per una seria programmazione di azioni finalizzate il rilancio dell’istruzione e della formazione professionale, ambito strategico e indispensabile per la crescita culturale e di un popolazione lacerata da livelli di disoccupazione oltre la soglia come la Sicilia.

La ripresa dei livelli occupazionali e la creazione del lavoro non possono fare a meno di una istruzione/formazione a tutto tondo.

Roma, 13 marzo 2011

Nessun commento:

Posta un commento