Rispetto alle sue tradizionali funzioni la Formazione professionale si trova oggi, nei Paesi industrializzati, di fronte ad uno scenario in rapida evoluzione. Secondo il “Libro Bianco” su istruzione e formazione, della Commissione Europea, <> la società della conoscenza. I macrofattori che influiscono prepotentemente sul processo di trasformazione sono sostanzialmente tre: la nascita della società dell’informazione, lo sviluppo della società scientifica e tecnica, la mondializzazione dell’economia. Lo sviluppo della Società dell’informazione impone a ciascun individuo di accedere all’informazione e al sapere. Si tratta di mutamenti che richiedono importanti adattamenti sul campo delle competenze che, interessando larghissimi strati di popolazione, accentuano il disagio per coloro che non riusciranno ad acquisire una professionalità adeguata all’inserimento nelle nuove realtà produttive, costringendoli ad una intollerabile emarginazione. Tutto ciò implica che la collocazione sociale di ogni individuo dipenderà fondamentalmente dalle conoscenze che egli dimostrerà di possedere. In altri termini, la società del futuro sarà una società che saprà investire nell’intelligenza, in cui si insegna e si apprende, potendo ogni individuo, in tal modo, costruire la propria qualifica. All’interno di questo quadro di riferimento qual è il ruolo della Formazione Professionale in Sicilia? Il quadro di riferimento siciliano è radicalmente cambiato, emergono nuove attività economiche e si rafforza una domanda di forme professionali innovative da innestare nei settori dell’industria e del terziario avanzato. La Formazione Professionale deve effettuare un enorme salto di qualità, abbandonando i tradizionali profili formativi per attrezzarsi ad offrire formazione adeguata a soddisfare la domanda globale. Il mercato del lavoro presenta una accentuata frammentazione, si registra una notevole polarizzazione tra settori forti e deboli della forza lavoro nonché l’insorgere di una nuova stratificazione sociale che necessita un approccio totalmente nuovo nell’offerta formativa. Non si tratta più di formare giovani/donne/adulti che devono svolgere dei paradigmi di lavoro già definiti, ma di preparare operatori in grado di portare valori e capacità di innovazione, di creatività, di impegno, di qualità e di eccellenza. Infatti, le imprese devono saper rispondere alle domande del mercato sempre più articolate e in rapido mutamento e contemporaneamente offrire prodotti di elevata qualità. Tutto ciò spinge la Formazione Professionale a ridisegnare il proprio modello organizzativo puntando su nuovi fattori di sviluppo compatibili con lo scenario in profondo mutamento. In tale ottica l’UGL analizza con spirito fortemente critico la gestione, nell’ultimo decennio, della Formazione Professionale in Sicilia, ancorata a meccanismi obsoleti e scarsamente competitivi. La Formazione professionale è stata considerata finora un mero strumento di “sfogo” da parte della classe politica siciliana e di buona parte degli attori coinvolti nella filiera (certa parte di: sindacati, burocrazia, nonché gruppi di interesse, etc.). Diviene assolutamente improcrastinabile sganciare le dinamiche dell’offerta formativa siciliana dai tempi della politica. Il mondo della Formazione professionale ha necessità di agganciarsi alle dinamiche dell’universo produttivo per evitare le continue battute d’arresto determinate dalla politica, storicamente caratterizzata da preoccupante instabilità di Governo. Non è più tollerabile far dipendere le scelte di politica gestionale della formazione professionale dall’Assessore regionale al lavoro di turno, legittimo portatore di interessi ed interessenze ma che, innegabilmente, arrecano pregiudizio alla strategia d’insieme del paniere di offerta formativa regionale rivolto ad un mondo eterogeneo costituito da: disoccupati, inoccupati, categorie a rischi, fasce deboli sempre più complesse come gli ex detenuti e gli over 50. Tutto ciò obbliga il Legislatore regionale ad immaginare percorsi formativi per la riqualificazione del lavoratore, nella prospettiva di un diverso utilizzo di queste nuove forme di emarginazione. L’UGL si pone, in tal senso, in posizione assolutamente autonoma e prende le distanze da meccanismi e procedure che nulla hanno a che fare con una moderna concezione del fare Formazione Professionale efficace e competitiva. L’idea è quella di immaginare un modello incentrato su uno stretto raccordo con tutti gli attori coinvolti nel processo di sviluppo del territorio. Si tratta, in buona sostanza, di creare un Polo formativo per macrosettori d’attività e per ambito territoriale, attraverso cui attivare interventi specifici di creazione e riqualificazione di figure professionali precedentemente individuate. Lo strumento alla base del modello è l’Accordo territoriale di Programma che dovrà vedere protagonisti: la Regione, l’Università, l’Ufficio Scolastico regionale, le strutture organizzative di categoria (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, etc.), l’Unioncamere, le OO.SS., le A.S.I., i Centri di ricerca, gli Enti di Formazione professionale, per costituire un organismo di programmazione concertata che assicuri coordinamento, sistematicità, continuità ed efficacia nella individuazione, preparazione ed immissione nel mercato del lavoro regionale; nonché nel collegamento tra i piani della formazione scolastica, professionale, dell’innovazione e della ricerca. Secondo il nostro punto di vista la centralità della formazione deve significare, in buona sostanza, promozione integrale delle persone per avviare la costruzione di una comunità Formativa aperta e sensibile, perfettamente integrata con il territorio nella consapevolezza dei cambiamenti strutturali, sociali e culturali in atto nel contesto produttivo di riferimento. Ed è proprio in tal senso che la politica siciliana, dopo le consultazioni regionali del prossimo aprile, dovrà trovare il coraggio per restituire regole certe e dignità agli oltre 8.000 lavoratori impegnati nel settore, costantemente in balia dei tempi della burocrazia e di una classe politica responsabile del sistema di disvalori che caratterizza ancora oggi la Formazione Professionale in Sicilia. La nostra O.S., con la sua coerente azione a sostegno del lavoratore, non intende sottrarsi alla responsabilità di contribuire a restituire fiducia, professionalità e dignità alla categoria degli operatori della Formazione Professionale, fin troppo mortificata da un perverso sistema politico-gestionale.
Di Giuseppe Messina, Coordinatore regionale Enti Formativi - UGL SICILIA
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