LETTERA APERTA AI LAVORATORI
ED ALLE ISTITUZIONI
Da diverse settimane registriamo una campagna-stampa che ha contribuito a rappresentare alla pubblica opinione un settore, quale quello della formazione professionale pluri-indebitato e mangiasoldi.
Solo da qualche giorno l’attenzione dei media si è spostata sulla protesta dei lavoratori sostenuti a vario titolo da diverse Organizzazioni sindacali di categoria.
Pur nel rispetto assoluto dell’azione della magistratura sia essa contabile che ordinaria, è bene però che si chiariscano alcuni punti sui quali l’Assessore Centorrino ed il suo staff hanno toppato, nonostante lo stesso si ostini a dichiarare quotidianamente sulla stampa che tutto ciò che ha finora deciso è stato condiviso o quasi sussurrato dalle OO.SS.
Se in atto insistono in giro per le piazze della protesta diverse piattaforme rivendicative, qualcosa dovrà pure significare? Se da un lato i lavoratori protestano per rivendicare il legittimo stipendio e la certezza di un posto di lavoro stabile e duraturo, dall’altro sigle sindacali si spingono oltre elaborando piattaforme con richieste, in alcuni casi, mai sentite dalla bocca dei lavoratori e con un’incidenza riformatrice tutta da verificare.
Su un punto Centorrino ha ragione: la formazione professionale è nel CAOS!
Ma ci chiediamo: chi ha ridotto il settore in questo stato?
A chi le responsabilità di non chiarire fino in fondo il perché degli sprechi?
Ed ancora, siamo certi che integrazione significa spreco?
E poi, tutti i finanziamenti aggiuntivi erogati negli anni a taluni Enti sono illegittimi?
Ma di tutto ciò quali colpe hanno i lavoratori, forse di essere assunti al 31/12/2008?
A parte slogan e proclami che servono solo ad abbellire qualche titolo di giornale, va chiarito che il processo intentato alla cosiddetta “integrazione” altro non è che l’accusa diretta al Parlamento siciliano, anzi ad almeno cinque diverse composizioni parlamentari a Sala D’Ercole ed a tutti gli assessori regionali che negli ultimi 10 anni si sono succeduti, tra una competizione elettorale e l’altra. La condanna dell’EnAIP di Siracusa per danno erariale da parte della Corte dei Conti non ha fatto altro che chiarire l’illegittimità della prassi degli storni tra le voci di finanziamento il cui ammontare era stato predeterminato dall’Amministrazione. Chiaro il principio che tra voce personale e voce gestione non possono maturare “affinità elettive”. Ma il principio sul quale si è retto la procedura di richiesta ed ottenimento dell’integrazione al finanziamento decretato, va ben oltre i fondamenti della sentenza della magistratura contabile.
La vera questione va spostata su altro livello e cioè quello della storica misurazione del parametro di finanziamento che costituisce il vero snodo sul quale focalizzare l’attenzione al fine di meglio comprendere il perché delle assunzioni effettuate negli ultimi anni e negli ultimi mesi.
Qualche tempo fa Ugl Scuola ha chiesto ripetutamente all’Assessore Centorrino il perché della dinamica altalenante del coefficiente di finanziamento (PARAMETRO) coincidente, spesso, con il cambio dell’Assessore o con la gestione di una competizione elettorale (dati emersi dallo studio de “LA REPUBBLICA”). L’unica risposta ottenuta è stata quella di chiedere ai predecessori.
Capire quali scelte hanno determinato parametri diversi per diversi Enti con simili attività, aiuta ad individuare il cosiddetto break-even point (punto di non ritorno), quel momento oltre il quale la rottura dell’equilibrio (crisi economica = carenza di fondi = contenimento della spesa) provoca l’indifferibile cambiamento.
Ma a quale prezzo sociale? Non è che qualcuno abbia deciso di aggiungere ai 144.000 precari, a vario titolo, anche gli 8.000 lavoratori della formazione professionale?
Per comprendere fino in fondo il significato delle richieste di integrazione da parte di diversi Enti formativi, effettuate costantemente anno per anno, bisogna riavvolgere il film e calarsi sui contesti dentro i quali sono maturate le scelte dei coefficienti.
Succedeva, secondo taluni, che il parametro si fissasse come all’Asta del mercato ittico, dove il battitore fissa il prezzo finale di acquisto come contropartita per il valore del pesce, la cui aleatorietà non era di certo connessa alle condizioni meteorologiche .
Che sia necessario un coefficiente unico di finanziamento (con caratteristiche dinamiche) a parità di dimensioni strutturali dell’Ente gestore è indubbio, come opportuno è, peraltro, approfondire le cause scatenanti l’ASTA DEI PARAMETRI ancor prima di procedere, sic et simpliciter, al definanziamento di decine di Enti formativi in Sicilia.
Così come è inspiegabile pensare che in taluni Uffici provinciali del Lavoro si siano autorizzati, fino ai giorni scorsi, contratti atipici per lo svolgimento di attività formative su richiesta di Enti che nel contempo attendono da anni integrazioni su integrazioni.
Accusare tutto e tutti è grave, fare chiarezza sulle buche del passato è necessario, pericoloso può essere invertire la verità per puro calcolo egoistico.
UGL SCUOLA denuncia il perseverare di uno stato di confusione nell’azione dell’Assessore Centorrino, anche quando contesta la gestione a 45 Enti, alcuni dei quali, per esempio, non hanno ad oggi ricevuto alcuna verifica ispettiva, od altri che hanno in corso i controlli; eppure in tanti finiti dietro la lente della stampa, come il detenuto in attesa di giudizio condannato per vox populi.
Che Centorrino avesse intenti nobili, espressi più volte, nel tentativo, per espresso mandato tecnico - di mettere ordine al settore della formazione professionale, non vi è dubbio, come certo è che il tentativo avviato esattamente un anno fa ha prodotto ulteriori disfunzioni, come il taglio di oltre il 4% in sede di PROF 2010 non supportato da azioni mirate ad assorbire gli effetti economici del minor finanziamento erogato agli Enti.
Centorrino non può non tenere conto che proprio quel taglio del 4% costituisce materia di INTEGRAZIONE da parte degli Enti in sede di rendiconto finale. Da tempo sosteniamo che il disegno politico é: creare esuberi per creare precariato. Il governo Lombardo si sta distinguendo per ridurre ove possibile il precariato, quello che sta succedendo nella formazione professionale con una programmazione al 46% + 24% (forse) va in controtendenza se è vero come è vero che oltre 2.000 operatori sono già per definizione posti in esubero dalla decisione di Abert.
E’ opportuno ricordare che, anche Centorrino, tecnico prestato alla politica per riordinare il sistema ,è scivolato nella “gogna nell’integrazione”, effettuando tagli e non sostenendoli con misure e strumenti alternativi che ne avrebbero assorbito l’impatto sugli stipendi dei lavoratori.
A tal proposito, che fine ha fatto la Linea 2 del PROF 2010?
Che sorte è toccata al progetto “Futuro Semplice”?
Attraverso quali certezze dovrebbero pagarsi gli stipendi con il fondi comunitari?
Proseguire una siffatta azione di governo del sistema, attraverso un ulteriore taglio del 30%, costituisce fatto grave ed irreparabile per le conseguenze sui livelli occupazionali del settore.
Qualcuno dovrebbe arrestare questo sfascio e riportare l’aspra contrapposizione dentro un tavolo risolutivo, coordinato dal Presidente della Regione, magari alla presenza di interlocutori legati al territorio e capaci di comprendere cosa il passato ci ha rassegnato per aggiustare il presente a garanzia di un duraturo futuro.
Ed allora, perché non tornare ad un Assessore regionale alla istruzione e formazione professionale di ispirazione politica?
E perché non reperire il Dirigente Generale tra i tanti dirigenti interni all’Amministrazione regionale, in attività o in quiescenza, che hanno vissuto l’evoluzione economico-sociale e politica del settore della formazione professionale?
Occorre partire dagli errori del passato per ripulire il presente, abbandonando facili proclami e prematuri giudizi se crediamo al futuro della formazione professionale.
Un punto di unione eppure c’è: il patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione che ha trovato il consenso unanime tra le diverse OO.SS. e che fonda lo strumento di concertazione sulla formazione professionale proprio sull’attuazione dei contenuti di cui alle “Linee Guida per l’implementazione delle politiche per la formazione professionale in Sicilia”.
Cosa che trova d’accordo Ugl Scuola, semmai il cruccio è un altro: perché attendere 18 mesi per capitalizzare i capisaldi del Documento sottoscritto il 29 settembre 2009 dalle Parti Sociali e dal Presidente della Regione Siciliana con l’assessore regionale ed il dirigente generale al ramo pro tempore?
Sono diversi i motivi per cui Centorrino, a nostro parere, se vuole bene alla Sicilia, dovrebbe fare un passo indietro.
E poi, intorno al confronto sulla sorte di 8 mila lavoratori che posizione esprime la Politica siciliana?
Quali proposte legislative impianteranno i diversi gruppi parlamentari per riscrivere le regole per una libera e trasparente formazione professionale del presente prima che del futuro? Quali
Chi pensa che 8.000 lavoratori possano paragonarsi a 8.000 “sacchi di patate” che si possano spostare da un luogo di lavoro all’altro, si sbaglia e di molto, l’umiliazione non ci appartiene, prima che lavoratore ogni operatore della formazione professionale è proprietario della dignità, diritto non condizionato e quindi intrattabile.
Roma, 06 marzo 2011
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