LETTERA APERTA AI LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE,
ALLE ISTITUZIONI ED ALLA STAMPA
Mancava l’ultimo tassello alla composizione del puzzle che immancabilmente è arrivato!
Dopo aver, per la prima volta in 31 anni, spaccato le Organizzazioni Sindacali sulla politica nel settore della formazione professionale e chissà cos’altro, anche le Associazioni maggiormente rappresentative degli enti di formazione professionale hanno ufficializzato posizioni diverse.
In pochi mesi Centorrino e la sua squadra hanno raggiunto un grande risultato: scompaginare non solo un sistema in cui si reggeva l’erogazione del servizio formativo in Sicilia ma anche le relazioni industriali nel settore. E’ inqualificabile lo scenario che gli operatori attenti si ritroveranno al passaggio di metà mese: ognuno chiede qualcosa, ma tutti chiedono cose diverse, è il fallimento di una istituzione che, anziché unire, divide tutto e tutti, mostrando una ingiustificata carenza programmatica i cui danni si perpetreranno per diversi anni. Lo scenario davanti agli occhi degli analisti di settore è raccapricciante se si pensa che i numeri tracciano una insospettabile escalation di errori: diversi assessori regionali alla delega della formazione professionale, 4 dirigenti generali succedutisi, 4 delibere di giunta, 5 decreti assessoriali (un 6^ in uscita), 3 DDG, 3 ipotesi di PROF 2011 presentati, decine di comunicati sul sito istituzionale che sono tra loro in aperta contraddizione; per non parlare del tentativo di sopprimere la Commissione regionale per l’impiego, ultimo baluardo per un controllo ex-ante delle scelte di governo. L’associazione CENFOP chiede che si avviino, da subito, le attività formative, l’associazione FORMA chiede un incontro per partecipare alla modifica di alcuni aspetti della “Convenzione” e denuncia il ritardo nel mancato avvio del Prof e contesta l’introduzione del regime della convenzione in assenza di norma specifica, l’associazione ANIEFOP chiede un incontro per ripartire da zero, attraverso l’azzeramento degli atti prodotti dall’A.A. e dal governo e nel contempo l’avvio di un progetto complessivo di aggiornamento del personale tutto della formazione professionale in attuazione di quanto previsto dall’art.3 lett.g) della l.r. 24/76. Come fare a non ricordare le decine di dichiarazioni del prof. Mario Centorrino in merito al riconoscimento .. fino all’ultimo euro, diceva…. delle retribuzioni degli operatori della formazione professionale. Da qualche settimana taluni non usano più come scudo “LA BUONA FORMAZIONE”, “LA FORMAZIONE DI QUALITA’”, “L’ACCORDO-QUADRO” per difendere interessi legittimi, è pensabile che si siano resi conto che è tramontato il momento in cui si dipingeva – su quotidiani fin troppo disponibili - un sistema formativo riscritto, con regole certe, efficiente ed efficace che riusciva a garantire i livelli retributivi. Ma a quale FILM si riferissero, non vi è dato sapere!!! Adesso trovano difficile mostrarsi coerenti rispetto a qualcosa, anche se pur in ritardo cominciano a maturare il convincimento che sta per giungere a compimento un preciso disegno politico del governo regionale sulla formazione professionale che, appoggiandosi a sindacati e associazioni datoriali “di comodo”, unilateralmente, sfascerà ogni cosa, tentando di trasferirne, poi, le responsabilità A CHI DOPO VERRA’.
L’A.A. sembra operare, dall’avvento dell’ultimo dei VICERE’, in assoluta autonomia, appare in un atteggiamento sbarazzino e sgombra dalla responsabilità di dovere concertare, confrontare, condividere, sottoscrivere ogni atto; sembra trarre dal CAOS il meglio potendo così affondare con l’inchiostro per danneggiare fino a distruggere ogni precedente certezza amministrativa. Il tenutario di Via Ausonia si è spinto oltre, fino a saccheggiare professionalità, ruoli, compiti, responsabilità, di una classe di impiegati, funzionari e dirigenti interni all’Amministrazione Attiva, mortificati e ghigliottinati senza un perché, il tutto per completare la conquista: una sfilza di contratti a esperti e società di esperti provenienti tutti da quelle terra che la storia ci ricorda esserci nemica.
La politica ha uno strumento di garanzia costituzionale nelle mani: il voto in Assemblea, quel voto che può introdurre importanti modifiche allo scheletrico testo di legge sulla F.P. presentato dal governo e contestato da diversissimi parlamentari della stessa area politica che si era espressa favorevolmente alla scelta del duo Centorrino/Albert. Quando finirà? Chi avrà il coraggio di comunicare ai lavoratori la verità circa le conseguenze di un disegno politico di siffatto effetto distruttivo? Chi comunicherà alle famiglie dei lavoratori della formazione professionale che il lavoro è finito, che non vi è più un posto dove andare a lavorare, che non valgono più le leggi, le regole condivise, il confronto, gli investimenti di una vita? Ai lavoratori resta solamente la protesta, quella forma di contestazione sociale che uno STATO DI DIRITTO salvaguarda come espressione democratica del pensiero. Ed è forse proprio la pluralità del pensiero e la diversità degli interessi collettivi che - per Ugl Sicilia F.P. - sono venuti meno con l’avvento del tandem Centorrino/Albert,
La cancellazione, dall’agire quotidiano dell’A.A., di quel momento di contrapposizione è la più grande delle sconfitte, al pari dell’azzeramento del diritto alla retribuzione ogni 27 del mese del lavoratore.
E’ indispensabile che intervenga quella Istituzione che detiene il potere di sintesi nelle scelte e nella valutazione delle responsabilità dell’agire; questo lo chiediamo, noi di Ugl Sicilia, ad esclusiva salvaguardia e tutela della democrazia in un settore che ha visto subentrare le tenebre alla luce.
Un settore, quello della formazione professionale, dove i lavoratori, distrutti nella dignità dell’ESSERE, hanno perso la speranza per aggrapparsi al sospetto come forma di contrasto e denuncia.
f.to
dott. Giuseppe Messina
Responsabile regionale Dipartimento
politiche economiche e formative
UGL SICILIA
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