In un articolo di Repubblica.it del 16 febbraio 2011 si denunciava che alcuni Enti di Formazione, che avevano trasferito il personale nel progetto Co.Or.Ap. eseguito dal Ciapi di Palermo negli anni 2007 e 2008, disobbedendo a precise disposizioni di legge e con personale già in esubero, avrebbero proceduto a nuove assunzioni. Si citavano, all’uopo, ispezioni disposte dall’Assessorato alla Formazione che, così facendo, si sgraverebbe di eventuali responsabilità. Tutti gli Enti di Formazione sono obbligati dalla legge a non procedere a nuove assunzioni dopo precisi termini di legge, cioè entro e non oltre il 31 dicembre 2008. Quegli enti che l’avessero fatto, andrebbero incontro a precise sanzioni di carattere civile ed amministrativo, oltre a non avere diritto ad avere corrisposte le spettanze per il personale con data di assunzione successiva al termine stabilito dalla legge. I c.d. tavoli bilaterali non hanno accertato la presenza di personale negli enti di formazione con data di assunzione successiva al 2008, in base alle dichiarazioni degli Enti di Formazione. In ogni caso l’Assessorato alla Formazione Professionale, non si è accontentato delle dichiarazioni autocertificate dagli enti, ma ha anche chiesto ai Carabinieri ed alla Guardia di Finanza di fare più approfonditi accertamenti, tutto ciò a garanzia della legge e del personale. Perciò, nonostante non siano state rilevate, almeno nella maggior parte dei casi, illegittimità gravi, ingiunge, comunque, una campagna di stampa aggressiva verso il settore della formazione professionale, citando presunte irregolarità da parte di Enti di Formazione. Essi hanno smentito di avere mai commesso, quanto denunciato da organi di stampa, che hanno colpito anche i dipendenti della Formazione Professionale, il servizio svolto, gli obiettivi raggiunti. Il messaggio che pare giungere all’’esterno sembrerebbe quello che per sanare il sistema occorre prima distruggerlo. Lo slogan, lanciato qualche settimana fa dalla scrivente O.S. Confederale, assume sempre più i contorni di una macabra certezza: CREARE ESUBERI PER CREARE PRECARIATO.
Ugl Scuola non accetta ingiustificati attacchi volti a denigrare il personale della formazione professionale e gli enti dove esso opera, che generano altra confusione ed alibi per l’Amministrazione Regionale per non corrispondere gli acconti dovuti agli enti, in modo da non pagare i lavoratori. Infatti nei giorni scorsi alcuni enti si sono visti attaccare da testate giornalistiche per colpe mai commesse, come l’ARAM accusata e processata sul giornale di una illegittimità grave, ma non vera. In un articolo di stamane, il Giornale di Sicilia ritorna a sparare sulle irregolarità del CEFOP e sull’indebitamento più volte reiterato, contenuti che sono al vaglio delle autorità preposte al controllo, ma ciò non è sufficiente a calmierare il clima, atteso che non risultano ad oggi accertare le manchevolezze addotte. Lo stesso quotidiano palermitano cita della determinazione del CNOS-FAP, Ente formativo di ispirazione cattolica, di avere avviato le procedure di riduzione del personale, licenziando in buona sostanza 39 lavoratori adducendo al mancato riconoscimento del parametro di finanziamento. Il tutto contravvenendo quanto già chiaramente determinato dal Presidente Lombardo con le Delibere di Giunta nn. 342, 350 e 17 in tema di salvaguardia dei livelli occupazionali. E’ come dire che il lavoratore ha sempre torto. Il sistema formativo soffre un accanimento del clima che non giova ai ripetuti tentativi di addivenire a soluzioni concrete per ripristinare certezza del diritto. Ugl Scuola registra un probabile movimento sotterraneo e trasversale volto a fomentare non tanto e non solo il riconoscimento dei livelli occupazionali – di cui alla cornice normativa attuale ed alle deliberazioni della Giunta di Governo – ma a perseguire interessi di parte e singolari che male fanno al settore ed a tutti coloro che ancora hanno a cuore il futuro di una attività istituzionale, come quella formativa, garantita dallo Statuto regionale che assegna potestà primaria alla Regione Siciliana. Ugl Scuola denuncia un cartello fatto di forze sociali, sindacali,. e della politica, più in genere, per colpire qualche ente per poi agevolarne qualche altro (vedi questione DURC che anziché garantire le retribuzioni si sta rivelando l’ennesima tagliola a danno dei lavoratori afferenti i tre ambiti formativi: Interventi, Servizi e OIF).
Quali ragioni e quali fini si perseguano lo scopriremo presto.
Ugl Scuola inoltre rifiuta con forza la privatizzazione del rapporto tra Regione Siciliana e soggetti attuatori, per i pericolosi risvolti clientelari che sottendono manovre in tal senso. L’iniziativa di diversi soggetti di costituire società di capitali, di accreditarle e proporsi come terminali di finanziamenti, in una fase di assoluta incertezza, potrebbe rivelarsi distruttiva per la tenuta sociale del sistema. Ugl Scuola è contraria ad un sistema di accreditamento come quello attuale che contiene sia Associazioni senza finalità di lucro che società di capitali operanti con il criterio del profitto. L’Amministrazione regionale, prima che il Governo nella sua interezza, dovrebbe rappresentare con chiarezza la posizione in merito al futuro della formazione professionale ed in ispecie se dovranno gestire i fondi regionali solamente soggetti senza finalità di lucro oppure, in alternativa, società costituite al solo scopo di produrre profitto (con fondi pubblici). In ogni caso da questo sindacato parte una denuncia: mantenere alta l’attenzione e vigilare per poter rivendicare i diritti legittimi dei lavoratori senza abbassare la guardia e distrarsi dalla battaglia per la correttezza e la correntezza del pagamento degli stipendi, per l’emanazione dell’elenco unico del personale con apposito capitolo di bilancio e per la sistemazione del settore una volta per tutte. Ugl Scuola persegue il dialogo ed il confronto con tutti gli attori istituzionali e sociali coinvolti nella definizione delle criticità del sistema, nonostante i diktat di qualche ambiente parasociale poco leale con i lavoratori prima ancora che con il partenariato sociale e convocherà, comunque, l’attivo regionale per definire le forme di azione e protesta al solo ed esclusivo obiettivo della garanzia del lavoro e della retribuzione, unica missione di UGL SCUOLA e si appella al Presidente Lombardo, riconoscendone il ruolo e la sensibilità affinché possa restituire luce alle migliaia di persone per bene che lavorano quotidianamente e con professionalità nella formazione professionale, settore strategico per la Sicilia.
Roma, 22 febbraio 2011
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