Si parla con insistenza di un imminente accordo quadro che dovrebbe ridisegnare il futuro della formazione professionale in Sicilia.
Documento che dovrebbero firmare solamente alcune sigle sindacali e non altre, a prescindere dal grado di rappresentatività sul territorio.
Occorre ricordare che il 29 settembre 2009 è stato siglato, alla presenza dell’Assessore regionale alla formazione professionale pro-tempore e del Presidente Lombardo, da una compagine sociale ampia e rappresentativa del comparto, un documento denominato “Linee guida per l’implementazione delle politiche per la formazione professionale in Sicilia”, che sanciva un riordino serio e qualificante per il settore e per i lavoratori al quale l’Assessore Centorrino non ha ritenuto darne seguito.
E’ lo stesso Assessore Centorrino che sente la necessità, in un momento particolarmente delicato per l’impatto sociale determinatosi nel dire per non agire, di tirare fuori un nuovo documento da condividere con una compagine sociale che, seppur ridotta, parrebbe garantista di un preciso disegno politico-amministrativo.
Se tutto ciò dovesse risultare a verità, mal si comprenderebbero le ragioni di un cambio di rotta politica da parte del Governo a distanza di un anno.
E poi ci chiediamo: ma con l’introduzione del parametro unico quali strumenti di compensazione avrebbe messo in campo Centorrino?
E poi, se si fissa il parametro a 135 (costo unitario ora/allievo) è stato accertato ex ante l’impatto sugli Enti storici (70% della dotazione oraria e del personale in utilizzo a tempo indeterminato)?
Ed ancora, é stato già tracciato il percorso per contenere l’esondazione di lavoratori posti per definizione in esubero (circa 2.000)?
Ed infine, è già stato previsto lo sbarramento alle assunzioni che potrebbero arrivare a bordate con l’aggiramento del contratto atipico o in affitto (circa 2.000)?
Mentre si vorrebbe proseguire la discussione su cosa e chi, i lavoratori attendono da mesi lo sblocco delle retribuzioni pregresse alle quali si sono aggiunte quelle dei mesi di gennaio, febbraio e marzo, si marzo perché è certo che non arriveranno le mensilità maturate dai lavoratori.
Di fronte allo scoppiare della protesta dei lavoratori, che da giorni digiunano e presidiano giorno e notte via Ausonia, sede dell’assessorato regionale alla formazione professionale, quale soluzione tira fuori Centorrino?
Un accordo di programma e non altro!
Dove è finito il potere esecutivo che deve emanare provvedimenti a garanzia dei livelli occupazionali?
Dove è finito il potere esecutivo che traccia un percorso normativo e condivide con l’organo politico le scelte a vantaggio dei lavoratori e delle famiglie dei siciliani?
Dove è finito il buon senso che spinge il Governo a riformare un comparto strategico per la Sicilia (potestà primaria sulla formazione professionale) con protocolli e norme secondarie anziché passare al vaglio di Sala D’Ercole?
Le grandi riforme, quelle che cambiano radicalmente ed in melius il destino degli uomini, abbisognano del più vasto consenso politico e sociale.
Dall’operato delle ultime settimane dell’Assessore tecnico non si coglie l’intento auspicato, a chi giova tutto ciò?
Immaginare di allearsi con chi ha altre finalità istituzionali per ottenere il lasciapassare, è quanto di più sbagliato si possa fare.
Gli ultimi giorni hanno testimoniato la forza del “popolo”, l’impeto dei lavoratori che, scesi in piazza, chiedono a viva voce la tutela dalle Istituzioni, e lo chiedono in prima persona senza più filtri ed intermediazioni.
C’è un tempo per le parole e c’è un tempo per i fatti.
Da troppe settimane si sono succedute riunioni e fiumi di parole, i lavoratori che presidiano strade e piazze hanno capito che è tempo di fatti.
Il loro agire è una lezione e il giusto monito per tutti.
Ugl Scuola prosegue incessantemente la protesta chiedendo a voce alta la verità, la verità su tutto ciò che sta accadendo, la verità sul perché ogni giorno di più è un giorno che si toglie respiro ai lavoratori.
Il protagonismo e la smania di apparire poco hanno a che fare con le ragioni dei lavoratori che sapranno, più di ogni altro, difendere le ragioni del diritto, le ragioni dello stipendio, le ragioni del senso di giustizia, le ragioni della verità.
Roma, 08 marzo 2011
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